I ‘vecchi’ di oggi

Cats: [ Pensieri ]

Il “vecchio” è saggio, ha esperienza e può insegnarti tante cose.

Molti sono convinti di questa affermazione.

Ma non dimentichiamoci che questi sono i vecchi di oggi:

Non è mia intenzione generalizzare, ci sono “vecchi” che hanno davvero molto da dare in insegnamento e saggezza: ma sono davvero in pochi, quei pochissimi che hanno studiato ed hanno avuto la capacità e/o possibilità di pensare con la propria testa senza influenze dovute al contesto storico nel quale si trovavano quando erano giovani.

Grillismo diffuso

Cats: [ Pensieri ]

Premessa

Personalmente non ho mai avuto un idea politica ben definita perchè, a 20 anni, non ho ancora trovato qualcuno che penso fosse in grado di rappresentarmi.

Votare per, o contro?

Il voto è importante.

Personalmente, quando esprimo un voto, lo faccio in base alla scelta del “meno peggio”.

Voto per “qualcuno” in base al fatto di esprimermi “contro” qualcuno: voto quindi il meno peggio per non votare il peggio.

Non credo che questa sia una scelta eticamente giusta, ma è l’unica percorribile: credo che in un paese civile tutti abbiano il diritto di essere rappresentati.

E’ colpa del politico?

Premetto che difficilmente trovo persone con le quali avere un colloquio “interessante” e che riesce a farmi riflettere.

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Amplificatore a valvole Davoli

Cats: [ Musica ]

Qualche tempo fa mi sono ritrovato a restaurare un vecchio amplificatore di famiglia, il Davoli Organ Bass.

E’ un valvolare, e per il basso e la chitarra il suono risulta davvero molto bello.

Il mio professore di elettronica mi diceva che gli amplificatori valvolari esaltano le armoniche pari e il suono risulta più pastoso rispetto gli amplificatori a transistor.

Di seguito, un pò di foto.

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davoli41.jpg davoli31.jpg davoli21.jpg davoli11.jpg

Qui lo schema elettrico.

Aggiornamento

Grazie a Tkmvideo (vedi tra i commenti) ho raggruppato un file con moltissimi schemi elettrici di amplificatori Davoli.

Potete scaricare il file da qui:

Web ed ottimizzazione per i motori di ricerca

Cats: [ Internet ]

Ultimamente mi sto imbattendo nell’ottimizzazione di questo sito per i motori di ricerca.

Parlando del codice html, l’utilizzo di un layout tableless con l’utilizzo dei css rende le pagine, come codice, già discretamente ottimizzate.

Oggi ho fatto un buon passo avanti invece, per quanto riguarda i collegamenti tra le pagine.

I link tra i contenuti di questo sito, prima dell’ottimizzazzione, erano del tipo:

http://www.bellinux.com/italian/?subsite=1-Progetti.sub&pagina=2-HttpIrc.dir/0-Abstract.html

Adesso è possibile raggiungere la stessa pagina da un link del tipo:

http://www.bellinux.com/italian/1-Progetti+2-HttpIrc+0-Abstract.html

Se provate a copiare i link, entrambi portano alla stessa pagina.

Praticamente, lato utente, la pagina compare come se fosse una pagina statica.

Questo favorisce l’indirizzazione nei motori di ricerca, infatti i collegamenti di tipo dinamico sono “visti” male dai motori di ricerca e non vengono indicizzati con lo stesso livello di importanza dei link statici.

Tecnicamente è stato possibile fare quando detto per merito del Modulo Rewrite di Apache.

Rachmaninov, il preludio e la seconda voce

Cats: [ Musica ]

Da poco prima dell’inizio dell’estate, mi sono dilettato nel fare il Preludio Op. 23 N° 5 di Rachmaninov.

Io, pianisticamente, sono un tipo che si accontenta, soprattutto in questo caso: non posso pretendere di fare bene un preludio del genere con il background pianistico che mi ritrovo.

Nella parte degli arpeggi, in tutte le versioni che ho sentito (Richter, e Gilels), si sente una seconda voce che non riuscivo proprio a fare sentire.

partitura1.jpg

Fondamentalmente, capii di non riuscire a farla sentire perchè io stesso non la “sentivo” mentre che suonavo.

Una volta individuata (che faticaccia con il pianoforte mezzo tono sotto), “sentendola”, riuscii ad eseguirla facendola sentire senza troppi problemi, con soltanto un pò di attenzione.

Spesso, quando alcune cose non riescono, è proprio perchè non le si sentono “dentro”, non fanno parte di se stessi!

Tutto questo va al di la della tecnica pianistica che si possiede: io non posseggo chissà quale tecnica, riesco a “fare” quello che “so fare” perchè faccio in modo che esse, le cose che voglio fare, facciano parte di me!

Vi lascio all’eccezionale esecuzione di Emil Gilels (YouTube Video)
La parte incriminata, che non riuscivo a far bene, parte dal minuto 2:14

Progetto SiciliaVeneto, corso e stage

Cats: [ Pensieri ]

Abstact

A marzo dell’anno scorso circa, ricevetti – che brutto passato remoto – una telefonata da parte del C.I.A.P.I (Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato, che brutto acronimo anche questo) con la quale mi si proponeva la partecipazione al progetto in oggetto – che bella rima invece questa – spiegandomi molto brevemente cosa fosse.

Cosa è?

Prima di tutto è bene precisare che il progetto al quale ho preso parte è il terzo di quattro e si intitolava: Assistente alla gestione clienti e servizi post-vendita.

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Musica e tecnologia

Cats: [ Musica, Tecnologia ]

Tesina che presentai agli esami di maturità; riguarda la musica e la tecnologia.

Introduzione

I legami tra musica e tecnologia ultimamente si sono stretti moltissimo; dal musicista professionista che può avere un’anteprima della propria composizione scrivendo semplicemente note su un pentagramma virtuale, al dilettante che può divertirsi con effetti particolari, suoni “strambi”, e quant’altro la tecnologia mette a disposizione e comunque permette di fare.

Le varie parti che andremo ad analizzare sono:

Midi

Strumenti virtuali

Campionamento audio

DSP

Amplificatori

Elaborazione digitale del suono

Audio posizionale

Casse acustiche

Schede audio

Archiviazione musica in rete

Software musicale

Andremo ad analizzare e a fare prove realmente, sul “campo”oltre a dare nozioni teoriche su quanto detto.

MIDI

Il MIDI è lo standard per la notazione musicale; Esso è un formato così strutturato: ogni strumento MIDI ha in se campioni di vari strumenti (pianoforte, clarinetto, violino) e ha 16 canali, ciò vuol dire che può suonare fino a 16 strumenti contemporaneamente; un file MIDI è quindi così strutturato (logicamente): per ogni canale è selezionato uno strumento e sempre per ogni canale viene stabilita la successione di note che deve essere suonata (e ovviamente anche il tempo che intercorre tra una nota e l’altra).

Per chiarire questo concetto vedi l’immagine sottostante:

Per ogni canale c’è una successione di note e la durata di ogni nota che, musicalmente parlando, sarebbe la figura (semibreve, minima, semiminima, ecc…); se dessimo “in pasto” questa successione di note ad un player MIDI verrebbero suonati pianoforte, viola e clarinetto con le note e le durata delle note “descrite”!

Ovviamente il tutto è stato esemplificato; non sono state considerate pause e la possibilità che uno strumento suoni più note contemporaneamente (es. il pianoforte).

Se si ci pensa bene, questo è il modo migliore per un musicista per far suonare una successione di note con tempi stabiliti (durata) a vari strumenti; un musicista legge un pentagramma allo stesso modo: l’altezza delle note è stabilita dalla posizione sul rigo musicale, la distanza tra le note è stabilita dalla figura di ogni nota. Pentagramma e MIDI sono quindi assimilabili perfettamente!

DSP

Vediamo un esempio:

Gli strumenti MIDI possono essere reali e virtuali; per conoscere quali porte MIDI sono attive nel nostro computer (S.O. Windows XP) andiamo su: Start -> Impostazioni -> Pannello di controllo -> Suoni e periferiche audio -> Audio

Le porte disponibili sono contenute nella finestra scorrevole aperta in figura, le prime due sono virtuali e fanno riferimento a strumenti virtuali, la terza e reale e fa riferimento a uno strumento reale.

È necessario chiarire la differenza tra porta MIDI e strumento MIDI: la porta è un interfaccia alla quale collegare uno strumento MIDI, dalla porta passano tutte le informazioni sui canali, gli strumenti assegnati ai canali stessi, il volume di ogni canale, il volume di ogni nota, il bilanciamento tra il diffusore destro e il diffusore sinistro (lo standard MIDI è stereofonico) e tutto quanto necessario per una corretta riproduzione della musica; lo strumento interpreta tutte queste informazioni e suona a seconda di queste informazioni.

La differenza tra strumento virtuale e strumento reale sta invece nella fisicità dello strumento stesso! Uno strumento virtuale ha uno o più File di campioni musicale (pianoforte, clarinetto, sax, ecc) e a seconda dello strumento apre il campione relativo e lo fa “suonare” (su questo approfondiremo nella parte relativa al campionamento di strumenti). Il tutto viene fatto sul computer stesso senza hardware esterno, virtualmente; Uno strumento reale invece è generalmente una tastiera elettronica, la quale ha nella propria memoria i campioni dei vari strumenti e li fa suonare opportunamente a seconda delle informazioni che gli vengono passate tramite il cavo MIDI collegato alla porta MIDI fisica relativa.

Adesso passiamo alla creazione di un file MIDI con del software musicale.

Scegliamo gli strumenti (Pianoforte e Chitarra classica):

Scegliamo il tempo:

Abbiamo il nostro pentagramma:

Facciamo la nostra composizione:

Salviamola come MIDI:

Così abbiamo creato un file MIDI che suonerà gli strumenti e le specifiche sulla durata e sull’altezza di ogni nota da noi indicata.

Campionamento audio

Adesso è importante capire come avviene il campionamento di ogni strumento; generalmente la qualità di un file MIDI è assolutamente mediocre e di scarso livello per una serie di motivi: oltre al fatto che il “tocco” del musicista è difficilmente emulabile da un computer, la qualità dei campioni offerti dagli strumenti virtuali non è buona: perché?

Per capirne i motivi è necessario citare Fourier: Qualsiasi segnale (periodico) può essere scomposto in infinite armoniche di ampiezza tendente a 0.

Prendiamo ad esempio il campionamento di un Pianoforte.

L’armonica fondamentale stabilisce l’altezza della nota (es. La = 440 Hz).

Le armoniche successive stabiliscono il timbro dello strumento (il timbro ci permette di differenziare ad esempio il pianoforte da un sax!). Quindi più armoniche ci sono, più il timbro del pianoforte campionato assomiglierà a quello dello strumento reale.

Per una qualità assimilabile a quella dello strumento reale è necessario acquisire le armoniche fino a 20 khz cioè la frequenza udibile dall’orecchio.

Considerato che il timbro varia (anche se di poco) anche passando da una nota all’altra (considerando sempre lo stesso strumento) è necessario acquisire il suono di ogni singola nota e tornando al caso del pianoforte che di note ne ha 88, è necessario acquisire ogni nota a 20 khz;

Considerando oltre tutto che la frequenza di campionamento deve essere almeno il doppio di quella del segnale (teorema di shannon), la frequenza di campionamento passa a 44.100 hz (standard in mondo informatico, qualità CD).

Campionando quindi ogni nota del pianoforte a 44khz a 16 bit (2byte) e considerato che ogni nota ha anche una certa durata (es. 10 secondi) (dal momento in cui si pressa il tasto a quando il suono diventa irrilevante) lo spazio necessario per campionare un pianoforte sarebbe esageratamente spropositato:

44.100 (frequenza di campionamento) * 2 (16bit=2byte) * 10 (secondi per ogni nota) = 882000 byte

Considerato quindi 900 kbyte per ogni nota: 900 * 88 (numero tasti) = 79200 kbyte.

Per campionare un solo pianoforte quindi sono necessari 80 megabyte! E non abbiamo considerato i vari tocchi dei tasti di un pianista, pianissimo, piano, medio piano, medio forte, forte, fortissimo; se dovessimo campionare anche il tocco del pianista (sono necessari 80 megabyte per 6 tipologie di tocchi differenti) 480 mb! E questo lo dovremmo fare per tutti gli strumenti, violino, sax, basso, viola, ci vorrebbero hard disk interi!

Allora i campioni degli strumenti MIDI standard sono presi in modo strategico: visto che il timbro di uno stesso strumento tra una nota e l’altra varia di poco, vengono prese le caratteristiche timbriche fondamentali di un singolo strumento (senza prendere tutte le armoniche ma solo una parte molto limitata di essa). Poi queste “caratteristiche” vengono estese a tutta l’estensione dello strumento variando la frequenza dell’armonica fondamentale. Fatto questo si ha lo strumento campionato in pochi kilobyte e quindi con una qualità timbrica al limite del ridicolo!

Un musicista non si accontenta di questo standard di qualità.

Ci sono infatti degli strumenti MIDI virtuali che permettono di utilizzare campioni esterni; ritornando al pianoforte, esistono campioni da oltre 1.7 gigabyte!

ERRATA CORRIGE

Errata

Allora i campioni degli strumenti MIDI standard sono presi in modo strategico: visto che il timbro di uno stesso strumento tra una nota e l’altra varia di poco, vengono prese le caratteristiche timbriche fondamentali di un singolo strumento (senza prendere tutte le armoniche ma solo una parte molto limitata di essa). Poi queste “caratteristiche” vengono estese a tutta l’estensione dello strumento variando la frequenza dell’armonica fondamentale. Fatto questo si ha lo strumento campionato in pochi kilobyte e quindi con una qualità timbrica al limite del ridicolo!

Corrige

In realta gli strumenti MIDI standard sono SINTETIZZATI, cioè fondamentale e armoniche sono il risultato di funzioni matematiche che generano onde (sonore).

Strumenti virtuali

Per far suonare uno strumento campionato la metodologia è sempre la stessa, come per gli strumenti reali.

Si fa in modo che il software di notazione musicale mandi i segnali MIDI ad una porta virtuale, successivamente si “collega” a questa porta virtuale lo strumento virtuale dopo che gli si carica il campione.

Si impone al software di notazione di utilizzare la porta MIDI dedicata (LoopBe Internal MIDI):

Si carica nello strumento virtuale il campione che si vuole fare suonare (pianoforte):

Si collega lo strumento virtuale alla porta MIDI:

Il rigo del pianoforte invierà le informazioni MIDI tramite il canale 1:

Lo strumento virtuale, che ha precedentemente caricato il pianoforte lo suonerà rispetto le informazioni MIDI che gli arrivano dal canale 1

D’ora in poi, quando lo il software di notazione musicale “suona” il pianoforte, invia le informazioni tramite la porta interna LoopBe Internal MIDI al canale 1 e lo strumento musicale che è anch’esso collegato a questa porta riceve dal canale 1 le istruzioni sulle note da suonare e le esegue tramite i campioni precedentemente caricati (quindi di alta qualità) di pianoforte.

Uno strumento virtuale può caricare altri campioni su altri canali, e quindi possibile far suonare contemporaneamente più strumenti su più canali; volendo aggiungere un violino basta comandare al software di notazione di far suonale il violino tramite il canale 2, poi comandare allo strumento virtuale, dopo aver caricato il violino, di farlo suonare seguendo le istruzioni MIDI che gli arrivano dal canale 2.

Tutto questo fino a 16 strumenti.

Proviamo noi a campionare una ottava di un pianoforte acustico:

Registriamo tramite un microfono ogni nota dell’ottava in formato Wave Mono a 44100hz e 16 Bit:

Il tocco sarà unico per semplicità: Medio Forte

Avviamo la registrazione e suoniamo sempre con lo stesso tocco la prima nota (Do Centrale), ci manteniamo sulla stessa nota finche il suono si attenua a irrilevanti (durata della registrazione di ogni nota); facciamo questo per tutte le note fino al Do successivo.

Ottava di riferimento:

Abbiamo ottenuto così i file wave contenenti i campioni di tutte le note.

La registrazione è stata effettuata con componenti hardware di qualità: microfono (veramente può esserci di meglio) e scheda audio di buona qualità servendoci di un computer; effettivamente però le registrazioni sono state effettuate in orari “di punta” e anche se non si avvertono le registrazioni sono state inquinate, anche solo minimamente, da rumori indesiderati (quali automobili, motori, voci e persino uccellini!).

Adesso passiamo alla creazione dello strumento:

Assegniamo il campione di ogni nota alla tastiera virtuale fino a completare l’ottava presa in considerazione; quando si suonerà un tasto di quella ottava suonerà il campione wave relativo pre-registrato. Quindi è proprio come se suonasse lo strumento vero!

Facciamo un semplice MIDI con una serie di note dell’ottava presa in considerazione e lo facciamo eseguire dal nostro pianoforte virtuale e dagli strumenti MIDI standard della scheda audio; notiamo le differenze dal punto di vista qualitativo:

Differenza tra il MIDI standard e il pianoforte campionato:

[Non online]

Campioni di tutte le note:

[Non online]

DSP

Passiamo ad analizzare in dettaglio il DSP:

Il principio di funzionamento è sempre relativo a Fourier ogni segnale audio è formato da più armoniche. Il DSP è in grado di modificare l’andamento delle armoniche che si vuole, a piacimento e quindi modifica il suono.

Ad esempio aumentando l’ampiezza delle armoniche di frequenza compresa tra i 3 khz e i 20 khz avremo un suono più ricco agli alti; aumentando l’ampiezza delle armoniche di frequenza compresa fra 16hz e i 130 hz avremo un suono più ricco ai bassi; è possibile effettuare tutte le varianti che si vuole.

È poi possibile aumentare il riverbero, modificare la dinamica (compressione ed estensione del suono), tutte cose che analizzeremo dal punto di vista pratico.

Attraverso la combinazione di tutti questi elementi oltre a poter simulare qualsiasi condizione ambientale si può migliorare la resa alle varie frequenze migliorando la musica (ad esempio se ci sono troppi bassi li attenuiamo!).

Facciamo alcune prove pratiche e vediamo (o meglio sentiamo!) in dettaglio cosa ci permette di fare.

Abbiamo un file Wave di un di un pezzo musicale:

[Non online]

Sentiamo le differenze con le diverse tarature:

[Non online]

[Non online]

[Non online]

[Non online]

[Non online]

[Non online]

Le varie combinazione tra le diverse tarature di tutti gli strumenti di modifica del suono ci permettono di avere innumerevoli effetti.

Amplificatori

L’amplificatore deve essere in grado di amplificare tutte le frequenze delle armoniche che compongono il segnale audio in modo equo, senza attenuare certe frequenze; le casse acustiche devono essere in grado di riprodurre il segnale fedelmente a tutte le frequenze udibili dall’orecchio senza tagli di nessuna frequenza.

La risposta in frequenza di entrambi non deve avere quindi attenuazioni significative nel campo di frequenze udibili dall’orecchio.

Analizziamo e spieghiamo alcuni parametri per un’amplificatore:

Prendiamo ad esempio l’amplificatore “principale” usato per i diffusori anteriori.

Questo è un possibile diagramma di bode dell’amplificatore: dal manuale d’uso: da 10 Hz a 50 kHz +0 dB ; -3 dB

La massima attenuazione da 10 Hz a 50 kHz è di -3 dB; sempre dal manuale d’uso vediamo che la massima amplificazione avviene ad 1 kHz: in RMS 95W + 95W a 1 kHz e con una distorsione totale del 5% (per avere una distorsione inferiore allo 0,5% bisogna utilizzare l’amplificatore a 80W + 80W RMS).

La potenza RMS indica la vera potenza dell’amplificatore; il suo valore massimo è imposto dal calore massimo che l’amplificatore può dissipare mentre funziona e dalla tensione massima delle alimentazioni.

Ogni canale dell’amplificatore è quindi in grado di amplificare con una potenza di 80W con una distorsione bassissima ed impercettibile; e soprattutto con un attenuazione nelle frequenze udibili dall’orecchio (20 Hz – 20 kHz) rispetto il valore massimo di amplificazione (1 kHz) irrilevante.

Audio posizionale

Un buon impianto deve avere una caratteristica fondamentale: deve riprodurre il suono in modo fedelmente alla registrazione originale. In impianti audio “normali” non è possibile però creare una situazione nella quale è possibile percepire la posizione dello strumento dello spazio; ad esempio avendo un pianoforte, un basso, una batteria e un sax essi si trovano in punti differenti nello spazio (ad esempio ai 4 angoli di una stanza) e la registrazione del suono anche se di qualità non permette di “riprodurre” la posizione dello strumento perché il suono esce al massimo da due altoparlanti (ad esempio basso e batteria nel canale destro e pianoforte e sax nel canale sinistro).

Come fare allora per avere la sensazione di percepire gli strumenti in parti di spazio differenti?

Avendo 4 canali indipendenti è possibile! Supponendo che ogni canale (altoparlante) sia in un angolo della stanza è possibile far riprodurre ogni strumento ad ogni singolo altoparlante ed è quindi possibile avere la sensazione di percepire la provenienza del suono di ogni singolo strumento.

Poi, variando il volume di ogni strumento per singolo canale (ogni canale può avere un volume differente per lo stesso strumento) è possibile simulare la posizione precisa dello strumento nella stanza.

Esistono software musicali che permettono di spostare uno strumento dove si vuole nello spazio secondo questo principio.

È quindi possibile muovere ogni strumento nello spazio con il mouse spostando (in un quadrato virtuale che rappresenta la stanza) un pallino relativo ad ogni strumento.

Nell’impianto visto la scheda audio ha 6 uscite indipendenti (ma ne sono utilizzate 4) e il suono viene amplificato dai due amplificatori (stereo) quindi con 4 canali amplificati indipendenti (quando c’è la reale necessita di avere i 4 canali indipendenti, altrimenti vengono utilizzate due uscite della scheda audio collegate in parallelo ai due amplificatori (stereofonia standard anche se su 4 casse).

Casse acustiche

Analizziamo e spieghiamo alcuni parametri per i diffusori acustici:

Essi hanno il ruolo più importante nel determinare la qualità del suono; il suono “esce” proprio da essi ed è importante che i diffusori siano in grado di riprodurre perfettamente il segnale proveniente dall’amplificatore.

Ci sono delle considerazione da fare; il diffusore è un “sistema” più o meno complesso di riproduzione del suono, in esso vi sono vari componenti:

Altoparlanti (in alcuni casi 3, ma generalmente 2), crossover, cassa in legno.

Il crossover effettua una suddivisione delle frequenze per far arrivare ai singoli altoparlanti solo l’arco di frequenze che è in grado di “far suonare” meglio.

Gli altoparlanti invece generalmente sono due: uno di grosse dimensioni (woofer) e uno di dimensioni più piccole (tweeter), il primo ha il compito di riprodurre le basse frequenze, il secondo di riprodurre le alte frequenze. In alcune casse acustiche è anche presente il midtweeter in grado di riprodurre “meglio” le frequenze intermedie fra woofer e tweeter.

La cassa in legno è lo scheletro del diffusore ed è molto importante; nei sistemi di alta fedeltà gli altoparlanti vengono messi nella cassa e vengono sigillati in essa, questo per riprodurre un tipo di suono molto frenato e pulito infatti l’escursione degli altoparlanti è limitata dal fatto che sono sigillati. Questo sistema viene definito a sospensione pneumatica.

Esistono altri sistemi ma non posso analizzarli nel concreto (non avendone la disponibilità).

Prendiamo ad esempio le due casse anteriori collegati all’amplificatore “principale”.

Gli altoparlanti in questo caso sono 3, un woofer, un midtweeter ed un tweeter. È di tipo a sospensione pneumatica e all’interno c’è un crossover che spartisce le frequenze ai 3 altoparlanti.

Il crossover non è altro che una serie di filtri passa banda: si stabilisce quali frequenze un altoparlante è in grado di esprimere al meglio e prima di ogni singolo altoparlante viene messo un filtro passa banda che fa “passare” le frequenze che l’altoparlante è in grado di esprimere al meglio. È normale che non ci debbano essere frequenze che rimangano fuori (anche solo minimamente) nel passaggio da un campo di frequenze all’altro (per capire meglio si veda sotto):

(Nel manuale d’uso vediamo che il campo di frequenza che i diffusori sono in grado di emettere è compreso fra 20 Hz e 30 kHz.)

Ecco come tra il campo di frequenze del Woofer e quello del MidTweeter le frequenze non vengono attenuate (stessa cosa tra MidTweeter e Tweeter): i punti di transizione tra le bande dei vari altoparlanti sono “accavallati” in modo da non perdere nessuna frequenza “intermedia” tra le bande;

Poi nelle casse acustiche è espressa anche una potenza: essa è relativa alla potenza in grado di esprimere prima della rottura; le casse in questione sono in grado di esprimere 95W x 95W in RMS e quindi si sposano perfettamente con l’amplificatore al quale sono collegate.

Esempio di diffusore a due altoparlanti

Acquisizione e riproduzione

Adesso analizziamo in dettaglio come avviene l’acquisizione e la riproduzione di un suono.

Microfono: è fatto da una membrana che vibrando genera un segnale elettrico.

Amplificazione e condizionamento: il segnale proveniente dal microfono viene amplificato dalla scheda audio.

Filtro Anti-aliasing: vengono filtrate con un passa basso le componenti spettrali che superano i calore di campionamento.

Simple & Hold: il segnale viene bloccato per effettuare la conversione (se il segnale variasse durante la conversione il valore convertito non sarebbe quello reale).

Convertitore A/D: effettua la conversione da analogico a digitale.

Software musicale: una volta digitalizzato il segnale viene elaborato tramite software musicale.

DSP: Il segnale viene rielaborato al DSP (se è necessario) ad esempio per simulare certe condizioni ambientali.

Convertitore D/A: dopo l’elaborazione nel DSP è contenuto un convertitore digitale analogico

Smoothing Filther: Il segnale ha i gradini tipici della conversione digitale analogico, quindi viene fatto passare da un filtro in grado di smussare i gradini.

Amplificazione: una volta che il segnale è diventato analogico viene amplificato con un amplificatore di potenza per poi passare ai diffusori.

Diffusori: ci permettono di sentire un suono; il segnale proveniente dall’amplificatore fa vibrare la membrana di cui sono fatti i diffusori e il suono si propaga nell’ambiente (funzionamento inverso del microfono).

Effettuiamo adesso una registrazione di un suono e la riproduzione seguendo lo schema precedente.

Andiamo al pianoforte e dopo aver preparato l’impianto di registrazione formato da computer, scheda audio e microfono, avviamo la registrazione, suoniamo il pezzo e interrompiamo la registrazione.

Abbiamo quindi il nostro file audio in formato Wave Mono a 44.100 hz e 16 bit.

[Non online]

Modifichiamo l’audio tramite software musicale; ad esempio eliminiamo eventuali rumori di fondo e facciamo suonare il brano al contrario, vediamo cosa esce fuori!

[Non online]

Riproducendo l’audio lo facciamo rielaborare dal DSP aumentando la dinamica del suono (riverbero) per simulare un grande ambiente con molto riverbero.

[Non online]

Amplifichiamo il suono con i due amplificatori collegati in parallelo (uno per i due canali anteriori, l’altro per i due canali posteriori); così il suono esce dai 4 diffusori con le modifiche da noi effettuate.

Il “percorso” dell’audio sarà quindi:

Percorso > Tipo segnale

Microfono > Analogico

Scheda audio > Analogico (conversione A/D)

Computer (elaborazione) > Digitale

Scheda audio > Digitale (collegamento ottico al DSP)

DSP > Digitale (conversione D/A)

Amplificatori > Analogico

Diffusori > Analogico

Analizziamo in dettaglio la scheda audio.

Una scheda audio può avere ingressi, uscite e una porta MIDI fisica.

Iniziamo con le uscite: generalmente le uscite sono 2, ma ci possono essere fino a 6 uscite indipendenti; la scheda audio presente nell’impianto visto fino ad ora possiede 6 uscite, ma ne sono utilizzate 4; ci sono nel concreto 4 canali indipendenti, quindi con 4 diffusori e due amplificatori (stereo). Poi nella scheda audio in questione è prevista anche l’uscita digitale ottica (per il collegamento ad un amplificatore con entrata ottica) nel nostro caso collegata direttamente al DSP. Questa uscita è priva di alcun disturbo, anche amplificando a vuoto, al massimo dei due amplificatori i rumori di fondo sono quasi nulli; con le uscite analogiche invece è presente un leggero rumore di fondo, che è comunque costante e poco rilevante.

Gli ingressi generalmente sono anche 2, uno per il microfono e un altro stereo; la scheda audio in questione ne possiede vari analogici (microfono, due ingressi stereo) e uno digitale, che può essere collegato al DSP in maniera ottica. Come per gli ingressi in questo caso i disturbi sono praticamente nulli; se dal lettore cd collegato anch’esso otticamente al DSP viene registrato un brano sul PC tramite l’ingresso ottico della scheda audio, dato che con c’è conversione D/A e A/D non c’è nessuna perdita d’informazione e non si “inserisce” nessun disturbo. Per gli ingressi analogici invece è possibile qualche rumore di fondo, ma comunque ridotto davvero al minimo (data la qualità complessiva della scheda).

In questo modello è anche presente un ingresso con preamplificatore Phono per digitalizzare vecchi dischi in vinile. Il lettore di dischi infatti manda un segnale di bassissima intensità che va quindi pre-amplificato prima di essere registrato.

Sia in registrazione che in riproduzione è possibile variare la frequenza di campionamento e i bit di campionamento fino a 96 khz a 24 bit; questi parametri non verranno però mai utilizzati.

La porta MIDI è stata descritta prima abbondantemente.

Software musicale

Il Software Musicale è un argomento già affrontato indirettamente nella parte precedente; facciamo un piccolo riassunto e classifichiamoli in alcune tipologie.

In genere esistono tre tipologie: software orientate all’editing MIDI, software orientate editing AUDIO, software orientate al Sequencing (audio e midi).

I software orientati al MIDI permettono di scrivere tracce MIDI sottoforma di note, generalmente vengono chiamati anche software di notazione musicale.

I software orientati all’AUDIO permettono di editare il suono (non inteso come nota ma così per com’è, anche un battito di mani!), aggiungere affetti, tagliare parti, eliminare rumori di fondo e varie.

I software orientati al Sequencing permettono di realizzare di un brano audio completo: permettono di unire tracce MIDI e tracce AUDIO per la realizzazione finale del file audio del brano completo; vengono chiamati di sequencing perché permettono di mettere, come dice la parola stessa, in “sequenza” più tracce che possono essere AUDIO, MIDI, EFFETTI per la produzione del brano finito (generalmente comprendono strumenti dedicati al MIDI e strumenti dedicati all’AUDIO e sono complessi).

Archiviazione musica in rete

Quando si ha a che fare con molte composizioni musicali, bisogna trovare il modo di organizzarle; lo spazio è un elemento fondamentale, varie ore di musica in alta qualità possono occupare davvero tanto; il portatile con il quale lavoro non dispone di spazio a sufficienza per tutta la musica che produco, il PC Desktop collegato in rete (insieme al portatile) invece dispone di due dischi da 80Gb, e una simile capacità di memorizzazione, fa di certo comodo.

Ho quindi progettato un sistema di archiviazione dei progetti fruibile tramite browser.

Ecco un modello:

I lavori, musicalmente parlando, li faccio sul portatile in quanto dispone di una potenza di calcolo di molto superiore a quella del PC Desktop; appena finito il lavoro lo archivio sul PC Desktop tramite lo Switch di rete con velocità di 100 MBit/s.

Ecco come è configurato il PC Desktop:

[Hardware]

Processore: AMD Athlon 800Mhz

Ram: 256 MB SDRAM

Scheda video: Nvidia TNT 2

Disco fisso: 2 x 80 GB Maxtor

Scheda madre: ASUS A7PRO

Scheda di rete: 10/100 MBit

Lettore floppy

Scheda audio, tastiera e mouse assenti.

[Software]

Linux

Driver necessari

Server web Apache

PHP

MySQl

Il funzionamento in linea pratica è il seguente:

Dal portatile si accede tramite browser al PC Desktop digitandone l’indirizzo IP (nello specifico: 192.168.8.18), si accede al servizio offerto dal PC Desktop: arrivati a questo punto si sceglie l’operazione da effettuare (archiviazione di un nuovo file, download di un file già esistente e cancellazione di un file/progetto archiviato).

Archiviazione di un nuovo file:

1. se il file fa parte di un nuovo progetto viene chiesto di compilare un Form con tutti i dati del nuovo progetto per la creazione del progetto stesso;

2. si specifica il progetto al quale aggiungere il file zippato;

Nel caso il file vada aggiunto ad un progetto già esistente si parte dal punto 2.

Senza alcun problema è possibile creare un nuovo progetto senza che in esso vi sia alcun file.

Download di un file esistente:

Viene chiesto il nome del progetto da cui effettuare il download di uno specifico file; è stato previsto anche lo scorrimento di tutti i progetti esistenti ed i relativi file appartenenti ad ogni progetto (si era già intuito che un singolo progetto può essere composto da più file).

Cancellazione di un file/progetto archiviato:

Non è possibile per ragioni di sicurezza cancellare un progetto se ad esso sono associati dei file; prima è necessario cancellare tutti i file appartenenti al progetto che si vuole cancellare e successivamente è possibile cancellare il progetto stesso.

Se si sceglie di cancellare dei file da un progetto il sistema chiede il nome del progetto (è sempre possibile scorrere tutti i progetti esistenti ad esempio nel caso non si ricordi il nome del progetto); una volta dato il nome del progetto il sistema visualizza un elenco di tutti i file e da la possibilità di selezionare il file che si vuole cancellare. Dato l�OK il sistema provvede alla cancellazione del file selezionato.

Nel caso si voglia cancellare un progetto viene chiesto sempre il nome del progetto (ma è sempre possibile scorrersi tutti i progetti esistenti come negli altri casi) e dato l�OK il sistema provvede alla cancellazione del progetto; come già detto al progetto non deve essere associato alcun file (in caso contrario il sistema da errore)!

Passiamo alla progettazione del database:

Le entità sono:

1. Progetto: tutte le specifiche per i progetti

2. File: tutte le specifiche per i file

3. Genere: tutti i generi musicali

Nello specifico l’entità Progetto contiene i seguenti attributi:

1. idProgetto: identifica univocamente un progetto (Primary Key); integer, 2 byte

2. Nome: nome che gli si da al progetto; string, 20 byte

3. idGenere: identificativo del genere musicale; integer, 2 byte

4. Descrizione: descrizione del progetto; string, 100 byte

Nello specifico l’entità File contiene i seguenti attributi:

1. idFile: identifica univocamente un file (Primari Key); integer, 2 byte

2. idProgetto: specifica l’identificativo del progetto al quale appartiene il file; integer, 2 byte

3. Descrizione: descrizione del file specifico; string, 100 byte

4. Link: contiene il collegamento al file per il download; string, 100 byte

Nello specifico l’entità Genere contiene i seguenti attributi:

1. idGenere: identifica univocamente il genere musicale (Primary Key); integer, 2 byte

2. Genere: nome del genere musicale; string, 10 byte

REALIZZAZIONE

Ecco un elenco di tutti i file che fanno parte del progetto:

La cartella files contiene tutti i file eventualmente caricati.

Vediamo invece i file:

I file sono disponibili per la visualizzazione in area Download. E’ disponibile anche tutto il progetto in *.zip!

Download

Nome Dimensione
accdb.txt 1 Kbytes
aggiungi_file_a_progetto.txt 2 Kbytes
aggiungifile2.txt 2 Kbytes
aggiungifileprogetto.txt 2 Kbytes
closedb.txt 1 Kbytes
conf_db.txt 1 Kbytes
downloadfile.txt 2 Kbytes
eliminaf.txt 2 Kbytes
eliminaf2.txt 1 Kbytes
eliminafile.txt 2 Kbytes
eliminap.txt 2 Kbytes
eliminaprogetto.txt 2 Kbytes
form_nuovo_progetto.txt 2 Kbytes
genera.txt 3 Kbytes
index.txt 1 Kbytes
ins_gen.txt 1 Kbytes
intro.txt 1 Kbytes
listadown.txt 4 Kbytes
nuovoprogetto.txt 2 Kbytes
progetto.zip 12 Kbytes
scelta.txt 2 Kbytes

HttpIRC

Cats: [ Tecnologia ]

Vuoi comandare il mondo da tutto il mondo?

Abstract

Sembra strano, però è quello che permette di fare questo Sub-Server: ogni apparechiatura elettronica, ormai, ha un ricevitore ad infrarosso per essere comandata quasi interamente a distanza. Il progetto permette di virtualizzare su un qualsiasi browser Http (quindi ad esempio anche su un telefonino) un qualsiasi telecomando, quindi basterebbe collegarsi via internet al proprio server casalingo (che ha preimpostato il telecomando virtuale) per inviare comandi virtuali, che il sistema traduce in comandi Infrarosso per le tue apparecchiature.

Il nome del progetto, HttpIrc, si rifa al nome di lIRC/winlIRC, cioè un software che serve per apprendere comandi infrarosso e trasmetterli all’occorrenza (tramire Hardware apposito), HttpIrc possiamo quindi considerarla un estenzione che permette di trasmettere all’occorrenza il segnale (tramite Lirc/WinLirc), però in questo caso, permette di farlo da qualsiasi parte del mondo lo si voglia!

Principio di funzionamento


Come funziona

La parte più riuscita del progetto, secondo me, sta nel fatto che il sistema è in grado di trasmettere un comando (cioè una pressione “virtuale” di un tasto del telecomando) da qualsiasi terminale che abbia la possibilita di visualizzare pagine web HTML standard tramite il protocollo Http.

In breve, da un terminale (ad esempio un telefonino) tramite browser mi collego al server Http (nel caso specifico ho utilizzato Apache) e tramite delle pagine HTML (precompilate dal PHP e del tutto trasparenti al browser che le rileva tutte come HTML) invio “la pressione” di un tasto del telecomando; HttpIrc, rilevando la pressione si connette tramite socket tcp a Lirc/WinLirc inviando il nome del tasto e del telecomando. Lirc/Winlirc tramite queste due informazioni è in grado di inviare il segnale infrarosso desiderato.

Ovviamente Lirc/Winlirc deve essere pre-configurato con i parametri dei telecomandi virtualizzati.

Da notare che il terminale è indipendente da tutto il sistema: basta che esso abbia la possibilità di visualizzare pagine HTML; posso utilizzare un pc, un palmare, un vecchio telefonino con browser java ecc ecc…

Adesso lo schema “Principio di funzionamento” dovrebbe risultare più chiaro anche ad i meno esperti.

Lato client

Non è necessaria alcuna installazione da parte del Client, basta utilizzare un normale browser html per accedere al server (ovviamente il sistema client deve sia essere collegato ad internet, sia avere un browser http).

Firefox

Opera disponibile anche per sistema operativo Symbian

Internet Explorer

Installazione

La compatibilita del progetto è ampia anche per il sistema server: è sufficiente un sistema dotato di Webserver con PHP, nel caso specifico ho utilizzato Apache (con PHP) per Windows, per l’installazione di entrambi mi sono servito di EasyPHP il quale senza imbattersi in configurazioni particolari, installa una base da subito funzionante di Apache, PHP e MySQL (che a noi non servirà a niente).

Apache e PHP sono disponibili anche per sistemi Linux: anzi il supporto per tale sistema è di maggiore livello (anche Lirc, nato per Linux è disponibile nella versione WinLirc per Windows).

Eseguita l’installazione del pacchetto EasyPHP, dobbiamo configurare le estensioni di php: Basta aggiungere nell’elenco delle estensioni php_sockets, senza questa estensione il Sub-Server non funzionerà.

Nella directory di installazione di EasyPHP troveremo una directory “WWW” che sarà la root del Web-server, basterà estrarre il file telecomando.zip (disponibile in download) nella cartella WWW per eseguire l’installazione.

Per verificare accediamo dal un browser all’indirizzo: http://locahost/telecomando/ se troviamo riscontro abbiamo effettuato il tutto correttamente.

Per sistemi Linux l’installazione sarà analoga almeno “logicamente”, la procedura di installazione, invece, differirà sicuramente di un bel pò.

N.B. WinLirc (credo anche Lirc) non riceve alcuna connessione se non si imposta una password (vedi WinLirc Password); La password su HttpIrc va impostata nel file “send.php” contenuto della directory “telecomando” (Il file è commentato e non necessita di spiegazioni).

Nuovo telecomando

Accedere a http://localhost/telecomando/

Cliccare su “Crea telecomando”

Inserire il nome del telecomando e premere crea (deve esserci corrispondenza con Lirc/Winlirc, vedi “Corrispondenza Lirc (WinLirc)

Inserire i bottoni della prima fila di tasti orizzontale del telecomando separati da virgole (deve esserci corrispondenza con Lirc/Winlirc, vedi “Corrispondenza Lirc (WinLirc) e premere “Crea riga”

HttpIrc crea la fila, cliccare su indietro

Inserire le file successive (passaggio precedente); quando non ci sono più nuove file cliccare su:”Nessuna nuova riga! vai al telecomando…”

Si avrà a disposizione un modello, per disposizione dei tasti, simile al telecomando originale e bastera cliccare sul nome del tasto per inviare una pressione virtuale a Lirc/WinLirc tramite Sub-server HttpIrc)

Altre funzioni

Altre funzioni disponibili sono: Lista telecomando ed Elimina telecomando, non anno bisogno di molte spiegazioni; il primo visualizza tutti i telecomandi creati, il secondo elimina un telecomando sapendone il nome.

Corrispondenza (Win)Lirc

In Lirc/WinLirc ogni telecomando ha un nome, e i tasti associati al telecomando hanno anche essi un nome: questi nomi devono corrispondere con le configurazioni di HttpIrc.

Maggiori dettagli dettagli su:

Lirc

WinLirc

WinLirc Password

Dove si trova la password di WinLirc?

Apparentemente nella configurazione di WinLirc non vi è alcun campo dove impostare la password, infatti WinLirc di default non accetta alcuna connessione al proprio server, per far si che invece accetti le connessioni provenienti da HttpIrc bisogna impostare la password nel seguente modo:

Start>Esegui>regedit>OK

Posizionarsi in: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\LIRC

Aggiungere, se non esiste già un campo String dal nome password e impostarlo con la password scelta

Nell’area sezione Download è disponibile un file *.reg che esegue la configurazione automaticamente.

Download

Nome Dimensione Descrizione
telecomando.zip 11 Kbytes HttpIrc v0.1
winlirc.reg 1 Kbytes File registro che imposta la password di WinLirc

MiniMoto Piaggio

Cats: [ Meccanica ]

Minimoto cinese con motore Piaggio!

Abstract

Il progetto in questione prevede il montaggio del motore Piaggio da Scooter su una Minimoto Cinese.

Le modifiche necessarie sono:

Modifica al telaio.

Costruzione delle piastre di montaggio.

Modifica della canna dello sterzo.

In generale comunque il lavoro e’ complicato piu’ di quello che sembra: adattare la ruota (freno compreso) anteriore dello zip richiede modifiche pesanti.

Oltre questo il comportamento dinamico della minimoto dipende dalla precisione relativa al fissaggio del blocco, esso infatti deve essere perfettamente centrato.

Guarda la photogallery commentata!

Elaborazione (poco dettagliata):

Polini corsa lavorato

Carburatore 21

Multivar

Correttore di coppia Polini

Rapporti primari 14/39

In pista: come è andata, Martedi’ 9 Gennaio Bagheria (PA)

Il comportamento in pista è stato di ottimo livello, le curve le affronta molto bene. Le prestazioni sono elevatissime e sarebbe necessaria una pista sicuramente più grande.

Durante la prova in pieno rettilineo sono caduto, avevo l’avantreno troppo scarico e non potevo correggere la traiettoria, appena si è ricaricato l’avantreno avevo la ruota leggermente girata e non sono riuscito a tenerla; la minimoto ha fatto 3 capriole ma nonostante ciò si è fatta davvero poco (vedi foto).

Principi guida

Il linea di massima, il montaggio di un motore su un telaio non e’ una cosa facile: le modifiche da fare sono notevoli e il tutto deve essere preventivato molto bene prima di cominciare.

La precisione e’ obbligatoria: niente puo’ essere fatto in modo approssimativo.

Il motore deve essere centrato perfettamente e in linea di massima deve essere più arretrato possibile (per evitare ribaltamenti in accellerazione) e generalmente il tutto dovrebbe essere caricato sul davanti, per quanto possibile.

Il nemico piu’ grande per un telaio di questo tipo (è ferraccio gressissimo!) sono le vibrazioni, è facile ritrovarsi con il telaio in due (e penso che prima o poi mi ci ritrovero’) dunque dobbiamo fare di tutto per evitare che cio’ accada; per questo ci vengono in aiuto i silent block: sono dei pezzi di gomma che si frappongono tra telaio e motore ed hanno il compito di assorbire le vibrazioni. Ogni punto di giunzione deve essere dotato di silent block molto spesso.

Nulla va fatto a caso: anche se al massimo si rischia qualche caduta, non è piacevole.

Motore decentrato, precisione scarsa, errori possono essere dannosi!

ATTENZIONE!!!

Modifiche al telaio

Il telaio è stato modificato come in foto (la modifica è simmetrica per entrambi i lati):

E’ stata modificata anche la canna dello sterzo per il montaggio della ruota (e freno) anteriore dello zip.

Canna di sterzo

La ruota dello Zip non puo’ essere montata sul telaio perche’ non c’e’ lo spazio: accorciando la canna di sterzo (A) la piastra (B) puo’ essere fissata piu’ in alto lasciando lo spazio sufficiente alla ruota.

Alla ruota dello zip sono state levate le palline (che facevano da cuscinetto) e sono state sostituite con dei cuscinetti veri e propri (e’ stato possibile adattare quelli della ruota originale della minimoto), una serie di distanziali fanno il resto.

Piastre di montaggio

Per il montaggio del blocco sul telaio e’ necessario crearsi delle piastre di montaggio in alluminio per poter adattare gli attacchi del banco motore al telaio

Sono stati creati degli attacchi anche al perno principale del blocco per rendere il banco più stabile:

Marmitta Artigianale

Ho costruito anche una Marmitta Artigianale per la Minimoto!

Rispetto la Leovince SP3 ho dovuto rivedere pesantemente le regolazioni, soprattutto la carburazione.

I risultati sono stati esaltanti, il comportamento della minimoto è cambiato moltissimo.

Il tiro agli alti è notevolmente aumentato: il pericolo nel guidarla pure!

Mi ero abituato a guidarla con l’SP3 e lo facevo senza problemi e senza timore: adesso dovrò riabituarmi, la minimoto risulta molto più ingestibilie e imprevedibile.

Ad orecchio posso dire che mi fa circa 2000 giri in più rispetto prima.

Spero di fare delle prove oggettive il più presto possibile.

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