Progetto SiciliaVeneto, corso e stage

Abstact

A marzo dell’anno scorso circa, ricevetti – che brutto passato remoto – una telefonata da parte del C.I.A.P.I (Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato, che brutto acronimo anche questo) con la quale mi si proponeva la partecipazione al progetto in oggetto – che bella rima invece questa – spiegandomi molto brevemente cosa fosse.

Cosa è?

Prima di tutto è bene precisare che il progetto al quale ho preso parte è il terzo di quattro e si intitolava: Assistente alla gestione clienti e servizi post-vendita.

Direttamente dal sito SiciliaVeneto, inaccessibile da Firefox, ma solo da Internet Explorer (dove tra l’altro si vede malissimo alla faccia dell’accessibilità, obbligatoria secondo la legge Stanca):

Il Progetto Sicilia Veneto politiche di sviluppo economico, mira a sperimentare un modello di collaborazione interregionale che vede coinvolte le regioni Sicilia e Veneto. Il Progetto intende rispondere ai bisogni diversi delle due aree interessate, il territorio Siciliano e quello Veneto, coinvolti in termini di sistemi produttivi e destinatari finali. Riguarda la Regione Veneto in quanto contesto produttivo dinamico, riguarda la Regione Sicilia in quanto ricca di competenze professionali significative, e riguarda le due Regioni, insieme nella creazione di una rete sinergica fra distretti territoriali distanti.
Sicilia Veneto, politiche di sviluppo economico, coinvolge le istituzioni scolastiche nella condivisione delle esperienze di rete con altri soggetti impegnati nel settore della formazione e dell’istruzione, nel dialogo con le Imprese e nella capitalizzazione delle esperienze formative innovative, quale input per una nuova revisione dei curriculum scolastici.

Il Progetto Sicilia Veneto si pone i seguenti obiettivi:
• Sperimentare un nuovo modello di collaborazione tra le imprese del Veneto e le imprese siciliane mediante l’incrocio dei bisogni manifestati dalle diverse realtà produttive.
• Sviluppare nuove modalità di formazione integrata tra Imprese e Scuole mediante la formazione di giovani disoccupati o in cerca di prima occupazione provenienti da istituti tecnici, che sviluppano percorsi formativi mirati al soddisfacimento dei bisogni di competenze manifestati dalle imprese, focalizzando l’attenzione sul metodo del problem solving.
• Aumentare l’occupabilità in Sicilia dei giovani, i quali, previa acquisizione di competenze teoriche, completeranno l’esperienza formativa attraverso stage aziendali in aziende venete e siciliane.

Per farla breve, ed avendo partecipato attivamente al progetto, esprimo a parole sicuramente più semplici quali sono gli obbiettivi e da cosa è composto il progetto.

Dato che qui in Sicilia c’è poco lavoro e le realtà aziendali sono poco dinamiche e in Veneto c’è molto lavoro e le realtà aziendali sono mutevoli e favoriscono l’integrazione di nuove competenze professionali, il progetto prima fornisce delle competenze aggiuntive (rispetto quelle tecniche già acquisite a scuola) attraverso delle lezioni in aula, poi organizza lo stage in Veneto con possibilità di assunzione ma principalmente con l’obbiettivo di formazione ed esperienza.

Il corso prevede, in fine, un altro periodo di formazione in aula in Sicilia e di stage in aziende Siciliane, consci del fatto che con l’esperienza maturata in Veneto le aziende Siciliane tendano ad assumere più facilmente.

Non sono stato così semplicissimo, ma spero di aver reso l’idea.

Le selezioni

Si partiva da una prova scritta, con oggetto “Motivazionale“; io ho scritto che avevo voglia di rendermi “utile“, della mia incapacità di stare “con le mani in mano“, delle mie passioni, delle mie esperienze (pseudo)lavorative, delle cose per le quali credevo potessi essere utile ad un azienda ecc. ecc.

Poi, dopo qualche giorno, colloquio orale: ne che abbia fatto chissa quali colloqui prima di quel momento (praticamente nessuno), però, senza troppe esagerazioni credo che questo fosse stato il più stupido mai avuto prima, ma nel senso, come colloquio avuto con una persona, al di la del fatto che era un colloquio a scopi di selezione.

In realtà il colloquo si divideva in due parti, la prima di carattere psicologico con una ragazza molto carina che metteva davvero a proprio agio.

La seconda – quella stupida – di carattere “commerciale”, avuta con un “esperto” – mi era sembrato di capire – della Confindustria.

L’ “esperto” mi chiese di provare a vendergli un oggetto qualsiasi.

Io, titubante, cercavo di capire cosa mi volesse dire facendo lavorare il mio cervello al 100%, ma poi capii di essere stupido e gli risposi: “mi scusi, ma come faccio a vendere un oggetto di cui non conosco le caratteristiche?

E lui mi rispose: “non ti preoccupare, tu vendimi quello che vuoi

Allibito, e sempre più consapevole di essere stupido, gli risposi che avrei provato a vendergli il mio telefonino, un bel Nokia 6630.

Elencandogli caratteristiche tecniche, lui mi disse che gli serviva un telefonino solo per chiamare.

A quel punto io gli dissi che ne avevamo uno più economico, fatto a posta per lui e che costava 60 euro.

Lui mi rispose che lo aveva visto a 50 euro, e io gli dissi che non sapevo, e che noi avevamo prezzi imposti.

Lui insistende mi ripeteva che lo aveva visto a 50 euro, il mio cervello lavorava già allo 0% e gli risposi che, a quel punto era meglio che lo comprava a 50 euro dove lo aveva visto e gli chiesi: ma in una situazione reale, come si ci comporta in questi casi?

E lui mi rispose (testuali parole):

devi chiuderla lì

A quel punto, capii di essere proprio stupido e pensai: si, chiudiamola qui.

Qualche giorno dopo vidi i risultati: non ero stato preso (prevedibile).

Ero praticamente uno degli ultimi, poi con lo scorrimento della lista mi ritrovai partecipante al corso.

Il corso

Devo ammettere che è stato bello, al contrario di molti miei colleghi, credo di aver imparato cose molto utili e importanti.

A parte “Informatica” ed “Economia aziendale” che non mi sono serviti semplicemente per il fatto che sapevo già gli argomenti che abbiamo trattato, le lezioni di “Comunicazione efficacie“, “Customer satisfaction” e “ISO 9001” le ho trovate molto utili.

Buona parte di merito va certamente ai professori, tutti davvero molto bravi.

Una nota riguardante il numero di partecipanti:

Per il veneto si partiva in 18 persone massimo, alla fine siamo partiti in 12: molte sono state le persone ritirate durante il corso grazie alle quali, tramite lo scorrimento della lista, sono stato inserito io che ero tra gli ultimi.

Si parte per il Veneto (Treviso)

Arrivati a Treviso, abbiamo seguito un corso ad Unindustria di Villorba (TV) che trattava di “Comunicazione efficacie” e di “Realtà aziendali“, anche questi molto ben fatti.

Poi siamo stati assegnati alle aziende in base alle nostre caratteristiche.

A me, mi hanno assegnato alla Came Cancelli Automatici S.p.a , al CED ed ero contento in quanto mi sarebbe piaciuto fare delle attività tecniche.

Esperienza alla Came Cancelli Automatici

Arrivati in Came, sono stato ben accolto e, a primo impatto, ero contentissimo in quanto vi era una realtà dove avrei potuto imparare molto.

Il Centro Elaborazione Dati era di tutto rispetto, vi erano 3 linee HDSL, due con Load Balancing, una utilizzata per il VoIp, parecchi server (web server, exchange server, zetafax server, server per il gestionale, file server ed altri che non ricordo) tutti collegati in fibra ottica, con le dorsali (sempre in fibra) che passavano per tutta l’azienda per i singoli switch.

Un bel ambiente, non avevo mai visto di presenza cose di questo tipo.

Il mio tutor, Luca, il responsabile del CED, all’inizio mi assegno un lavoro: dovevo sviluppare un gestionale che gli dicesse come, il suo gruppo di lavoro, impiegasse il tempo a disposizione, diviso per attività ordinaria e attività straordinaria.

Non vi era un progetto da seguire: lui mi dava istruzioni a voce e io continuavo lo sviluppo.

Non vi era mai tempo di imparare qualcosa, tutto quello che ho imparato l’ho fatto grazie al mio intuito e alle mie ricerche sul web.

Non mi diceva come fare per risolvere i problemi, (mi ha chiesto addirittura di interfacciare il gestionale, sviluppato in PHP, con Active Directory di Windows!) e mi diceva di cercare le soluzioni su internet.

Alla fine, mi ha anche detto, che finito questo lavoro non avrebbe avuto cosa farmi fare!
(Perchè ero troppo veloce e lui non se lo aspettava – ma questo lo penso io.)

Alla fine, continuando lo sviluppo mi ha chiesto di estendere il gestionale archiviando anche i problemi che avevano i pc dell’azienda, quanto tempo ci stava per risolverli, da chi erano utilizzati: stava diventando un lavoro grosso.

Il problema era che senza alcun progetto, alcune cose che mi chiedeva di implementare, era impossibile implementarle sul codice già esistente senza dover riprogettare tutto il software.

Sono cose che una persona che ha un minimo di cognizione progettuale capisce subito.

Il mio tutor mi diceva sempre che devo essere elastico, perchè le realtà aziendali sono complesse, e che non poteva perdere tempo a farmi un progetto.

A quel punto, in riunione con i tutor aziendali, esprimetti i miei disaggi, in maniera anche “molto forte” e più approfondita e abbandonai lo stage presso la Came Cancelli Automatici.

“L’organizzatore” del progetto mi propose di tornare a Palermo e continuare lo stage in Sicilia.

Lo stage in sicilia in Sormec Marine Cranes

In sicilia mi si propose di continuare lo stage presso Sormec Marine Cranes, la quale azienda, era (ed è ancora) ai “tempi della pietra” per quanto riguarda internet.

Mi si dissero che dovevo proporre io come impostare il sito web e realizzarlo.

Vedendo la base (www.sormec.net), vidi che non c’è nulla da prendere: il sito risulta infatti vecchio come tecnologia e con un grafica sicuramente non adatta ad un sito commerciale.

Feci un pò di ricerche sulle caratteristiche che doveva avere un sito commerciale e, nei miei limiti di grafico, ne impostai la grafica e implementai alcune web application scritte in php, tra le quali:

  • Gestione delle tipologie di prodotti
  • Gestione del catalogo (aggiunzione, rimozione e modifica delle caratteristiche dei prodotti)
  • Gestione delle foto per i prodotti (con descrizione e foto tecnica)
  • Gestione dell’area download riservata per ogni prodotto
  • Gestione degli utenti (clienti e non clienti)
  • Invio di newsletters agli utenti registrati (clienti e non clienti)
  • Assistenza clienti online (ogni cliente ha un area riservata dove interagire con lo staff)
  • Gestione dei dipendenti (staff) con policy di accesso
  • Generazione automatica di schede prodotti in PDF
  • Ricerca nel catalogo per nome
  • Ricerca nel catalogo per caratteristiche
  • Generazione automatica del catalogo in PDF
  • Possibilità di salvare i risultati delle ricerche nel catalogo in PDF

Un lavoro comunque abbastanza grosso, sicuramente molto interattivo e che dovrebbe semplificare molto il lavoro.

Lo stage è terminato: non mi è stato possibile concludere il lavoro perchè Sormec non mi ha fornito i testi da inserire nel sito web.

Durante la mia presenza in Sormec infatti – per le ultime due settimane di stage – ho fatto tutt’altro che il sito web, ho risolto un problema di un Driver per Stampante, ho fatto una presentazione (squallidina) in PowerPoint, e soprattutto – almeno ho imparato qualche cosa – ho utilizzato il tornio in officina imparando tantissime cose!

Per questo devo ringraziare Vincenzo del reparto tornitura dell’officina meccanica della Sormec.

Adesso non si sa se la Sormec mi fornirà i testi da inserire sul sito web che ho progettato.

Sicuramente, dopo un lavoro simile (che presto pubblicherò se non vi saranno contatti) è un peccato perdere tutto per la mancanza dei testi.

Staremo a vedere: fino ad ora, non ho potuto apprezzare serietà da parte delle aziende.
Il corso in aula invece, a mio avviso, è stato veramente bello ed utile.

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